











Veleno Veneto di Enzo e Barbara
a cura di ife collective
Foyer Ex Cinema Corso, Vicenza
20-28 settembre 2025
Nell'ambito di Verso il Corso. Culture del Contemporaneo promosso da Fondazione Roi e Meeting Gardens Festival. Scrabula di Bucce Studio, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Vicenza e il sostegno di Fondazione Roi e Fondazione Monte di Pietà
In origine i veleni erano filtri amorosi, somministrazioni e miscugli a prevalenza vegetale, in grado di intervenire sulle inclinazioni, sugli affetti e sulle azioni umane, ma non solo. Con il passare del tempo il significato antico del termine lascia spazio ad una inclinazione che ne mette in luce gli effetti negativi. I veleni rappresentano un universo di sostanze vive e compromettenti, che agiscono attraverso varie modalità e su diverse scale temporali con l’organismo con il quale entrano in contatto e con il quale co-agiscono.
Sotto l’impulso dell’agire umano, le piante mutano fino a diventare venefiche. Sotto i nostri piedi, nel suolo su cui poggiano le nostre città e i nostri mondi iperproduttivi, le radici continuano ad assorbire le sostanze presenti nel sistema sotterraneo.
Il veleno antropico, oggi, è il principio di un processo del danno che i corpi assorbono, rigettano, rielaborano, è un atto di amore direzionato al potere, al profitto di una cerchia ristretta e un atto di disamore rivolto le risorse ambientali, alle comunità umane e non, ai territori comunque e sempre celebrati per la genuinità e fecondità della terra agricola e dei paesaggi.
Oggi, il Veneto è Veleno.
Veleno Veneto del duo artistico Enzo e Barbara si insinua nell’ingresso di un Ex Cinema in pieno centro città. É uno scenario pullulante di presenze vegetali tutt’altro che rassicuranti, un giardino intrusivo e prepotente che porta i segni, i colori, le mutazioni e gli effetti dell’inquinamento, sempre al limite tra il visibile e l’invisibile. Questa area invasa, distrutta e avvelenata sorta dalle profondità dell’edificio ci invita a prendere parte a una ricerca legata allo sversamento di sostanze nocive (PFAS) nelle falde acquifere da parte dello stabilimento chimico Miteni (VI), che scompagina i limiti tra le discipline, nel tentativo di generare posizionamenti che partono dal disvelamento del il modo in cui la produzione industriale stia continuando a danneggiare gli ecosistemi e le vite.
Foto di Giulia Capraro.
